“Da quando è stato introdotto nella regione Centrale del Ghana, nel 2008, il programma ha salvato centinaia di vite, mentre prima di allora i parti prematuri si concludevano spesso con la perdita del neonato.

«Ci troviamo nel mezzo di un’area con gravi problemi sociali ed economici. Analfabetismo e miseria sono molto diffusi, così come malnutrizione, pratiche tradizionali nocive e precoce iniziazione all’attività sessuale… Le donne soffrono di anemia, malaria, parassitosi e infezioni, tutte condizioni che rendono pericolose la gravidanza e il parto, e minacciano la salute del neonato.

Molti bambini nascono pre-termine o sottopeso. In linea di principio, questo non dovrebbe avere effetti letali, ma in mancanza di incubatrici funzionanti i decessi in età perinatale erano davvero frequenti»

Il successo del programma è indubbio. Prima del giugno 2008, 9 dei 16 bambini nati sottopeso nell’ospedale erano deceduti. Dopo l’introduzione del programma, tutti e 12 i neonati sottopeso sono sopravvissuti!” (Cit.)

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Unicef: le “mamme canguro” che salvano i loro neonati

2 pensieri su “Unicef: le “mamme canguro” che salvano i loro neonati

  • 19 marzo 2013 alle 07:42
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    Bisognerebbe girare questo documento a tutti i reparti di Terapia Intensiva Neonatale nei quali riescono a rendere difficile (se non impossibile) anche l'allattamento al seno …. …

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    • 19 marzo 2013 alle 09:48
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      è vero, tra l’altro si spendono soldi per acquistare e far funzionare le cullette termiche…e invece basterebbero delle fasce portabebé…con il vantaggio di riuscire ad avviare subito l’allattamento al seno…

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