Passare dal portare il proprio bambino davanti o sul fianco alla schiena è sempre un passaggio delicato e non tutte le mamme riescono.

Mi ricordo benissimo il senso quasi di smarrimento provato la prima volta che ho messo Mario sulla schiena; peraltro ho procrastinato il momento più che ho potuto ottenendo solo di dover eseguire una legatura nuova con una peste di nove mesi che voleva giustamente stare solo a terra a gattonare ed esplorare.

Non posso parlare per le altre mamme ma per quel che mi riguarda lo scoglio da superare è stato sicuramente quello di sentire che, per la prima volta, dovevo lasciare andare il mio bambino. Non lo potevo più guardare, non lo tenevo più in braccio, non ero più il filtro per lui; ora era dietro di me, sulla mia schiena, guardava dove voleva, si voltava nella direzione che voleva, sorrideva a chi decideva, magari a persone che io neanche avevo notato.

Certo ero sempre in grado di percepire lui e i suoi bisogni ma non lo avevo più sotto controllo!!! Ormai era diventato grande e poteva fare le sue esperienze contando su di sé e chiedendo il mio intervento (tirandomi i capelli o toccandomi la guancia con la manina) quando decideva lui.

Il portare mio figlio mi ha fatto vivere questo momento importante che, a mio parere, le mamme “da passeggino” hanno più difficoltà a cogliere.

Portare sulla schiena

Un pensiero su “Portare sulla schiena

  • 10 ottobre 2013 alle 09:10
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    Per voi mamme è tutto molto complicato: i papà non vedono l’ora di portare comodamente sulla schiena per non avere impicci, adoro portare mio figlio nel bosco con me! Forse siamo un po’ più egocentrici…

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