Oggi mi soffermo sulla parte veniale del mio “lavoro”.  Molti rimangono interdetti quando capiscono che le consulenze sul portare si pagano. Mi sono spesso soffermata a chiedermi il perché di questa cosa.

Suprattutto al mondo d’oggi tutto si paga e a questo siamo abituati, allora perché suona strano pagare una persona che ti aiuta ad indossare tuo figlio?

Credo che il motivo sia che non si ritiene la pratica del portare importante; non è un oggetto che il genitore (o chi per lui) acquista e può utilizzare per dimostrare agli altri il proprio amore per il figlio (già nato o in arrivo) anzi, spesso chi sceglie questa pratica viene anche visto quantomeno con curiosità.

Dicevamo che, secondo il mio modesto parere, non si ritiene la pratica del Portare abbastanza importante e seria da presupporre che si debbano seguire corsi per apprenderla e che tali “spazi” vadano pagati.

Mi meraviglia molto questa cosa perché so per certo che ogni madre è attenta fin dall’inizio alla sicurezza e al benessere dei propri figli; per la scelta di un seggiolino auto si controllano le norme di sicurezza, i crash-test, non si bada a spese per creme, cremine, abitini, per non parlare dei giochini e ninnoli vari; la maggior parte di tutte queste cose si scopre ben presto non servono praticamente a nulla, molti utensili non vengono neanche scartati eppure quando si parla di “indossare” i propri figli sembra svanire questa accortezza per la sicurezza e la ricerca del benessere.

Perché, vedete, quello che noi consulenti facciamo è permettere alla coppia mamma (di solito è lei che risponde per prima all’istinto di portare)-bambino di vivere a contatto l’un con l’altro, in empatia e sicurezza una parte della vita, la prima parte della vita di nostro figlio e la prima parte della nostra vita di mamme, la parte di vita forse per noi più dificile, quella in cui ci sentiamo inesperte, a volte addirittura non competenti, difronte a questa piccola creatura che da noi in tutto dipende.

Poter riconoscere e rispondere ai bisogni del proprio bebè, averlo attaccato al proprio corpo, potendo sentire il suo odore e il suo respiro fa sì che la mamma si senta più a suo agio e quindi più serena; naturalmente anche la praticità non va dimenticata è fondamentale sia per una mamma alle “prime armi” (che può controllare il bimbo in ogni istante), sia per una veterana che può sfaccendare e “fare” in generale con le mani libere.

Non credo sia necessario ricordare inoltre che il neonato va “trattato” con estrema delicatezza e le giuste istruzioni per inserirlo nelle fasce vanno insegnate da chi ha studiato sia le posizioni più idonee che la fisiologia del bebè; non si sbaglia perché lo si vuole naturalmente, ma si può sbagliare, sia nella scelta del supporto, che nella posizione utilizzata, e, ancor più facilmente, nel modo di inserire e tenere il bambino. Su internet si trovano video di ogni tipo, alcuni validi, altri un po’ meno, alcuni pessimi e ci vuole un po’ di esperienza per riuscire a “classificarli” nel modo giusto.

Mai come in una pratica fondata sul contatto è importante poter contare su una persona in carne, ossa, cuore ed anima che possa sup-portare 🙂

 

Perché pagare una Consulente del Portare

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