Visto che il numero di richieste di iscrizioni alle scuole superiori è in forte crescita, a fronte di sempre meno aule e docenti, molte scuole sono state costrette a mettere in campo nuovi parametri selettivi attraverso dei test a numero chiuso.
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“Come per l’università, il test per le scuole superiori nasce per esigenze di sopravvivenza, ma non può che diventare, anche in questo caso, una discriminazione per quattordicenni in piena evoluzione.”

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E’ chiaro come, in tal modo, si dimostri che lo Stato ha fallito. L’istruzione obbligatoria si basa sul principio di dare a tutti le stesse possibilità e gli stessi strumenti fino ai 18 anni. A causa dei tagli, di riforme scellerate e di investimenti statali in continua diminuzione, ciò non è più possibile. Tali test non sono nemmeno giustificabili dal fatto che le generazioni dei tredicenni e quattordicenni siano numericamente elevate.

Ecco perché non sono daccordo quando mi dicono che mandare mio figlio a scuola gli fa bene perché sta con altri bimbi; gli edifici scolastici sono pericolanti, brutti e “antichi”, le dinamiche insegnate sono quelle competitive del più bravo, del più bello, del più “educato”, del più forte e, nei casi dei licei di cui parla l’articolo, anche di quello che ha il papà che “conosce tizio e mi fa entrare” (e non diciamo di no).
Sempre più convinta della mia scelta.

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Licei a numero chiuso? Pare proprio di si!

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