“L’articolo descrive molto semplicemente perché nella situazione di crisi che stiamo vivendo sarebbe saggio non pagare le tasse.”

 

In una situazione di crisi di liquidità le tasse non vanno pagate. E’ un errore di leadership finanziaria farle pagare; la tassa serve a normalizzare la liquidità in circolazione, non a rimpinguare le casse statali. In caso di eccesso di liquidità con pericolo di inflazione da eccesso di liquidità (eh già, esiste anche l’aumento di prezzi da crisi di liquidità), le tasse devono essere rigogliose; mentre in caso di rarefazione monetaria, o crisi di liquidità che dir si voglia, le tasse devono essere poche o nulle.

Lo Stato deve prelevare il denaro dalla circolazione nel momento in cui è troppo, mentre deve CREARE denaro e immetterlo in circolazione nel momento in cui manca. Tale denaro neocreato a costo zero và DISTRIBUITO a titolo gratuito in modo uguale a tutti i cittadini per ricreare l’EUFLAZIONE necessaria per una equilibrata economia. Oppure và distribuito in modo mirato; per le mamme che svezzano i bambini compiendo un lavoro non retribuito ma di grande utilità sociale, per i Pensionato con 800€ al mese, per gli Artigiani in difficoltà, per gli Artisti etc.

L’ho sempre detto, e poteva sembrare una pazzia fino a ieri, ma oggi lo vedete fattibile da quando Draghi ha creato dal nulla senza costi 1.000 miliardi; peccato che erano per le BANCHE, non per lo STATO nè per i Cittadini !!

Chiaramente tale creazione non deve costare nulla, non deve creare debito e và regolamentata da Organizazioni Statali che abbiano come interesse il bene dei cittadini e non, come nel caso delle Banche, l’arraffamento dei loro beni.

Oggi ci troviamo in una situazione in cui le aziende saltano perchè lo Stato non paga i fornitori.
E invece di creare il denaro per pagarli, ci tassa per avere il denaro per quadrare i bilanci. NON per pagare i fornitori che non ha pagato facendoli fallire, ma per pagare gli interessi sul debito pubblico dei banchieri. PAZZESCO!! Lo Stato deve essere a nostra disposizione, non noi per lui !! Anche perchè lui non è libero, non è nostro; è ormai schiavo di un debito impagabile ai banchieri, e come tale deve morire, ma senza trascinarci nel suo fallimento !!

Sarebbe come dire che i miei figli muoiono di fame perchè invece di andare a prendere le banane che crescono sul mio albero, accetto una tassazione crescente nel tempo sulla raccolta delle mie banane dal mio albero. E accetto tale tassazione perchè chi mi comanda deve far quadrare i suoi bilanci. Viziati da prelievi continui dagli usurai. E per non fallire aumenta la mia tassazione. Finchè fallisco. MA l’ALBERO DI BANANE E’ MIO !!! Ovvero; l’economia è nostra, NON dele banche che la finanziano!!! Il pane che produco è MIO, non è della banca che mi ha finanziato per farlo. Anzi, non dovrebbe essere dela banca; al giorno d’oggi, la banca da serva è diventata padrona.

Oggi, ogni centesimo di tasse pagate fanno bene solo alle banche, non allo Stato e ancora meno ai Cittadini.

Equitalia e Agenzia Entrate, i due enti esecutori di tale danno finanziario, dovrebbero adoperarsi per distribuire in modo equo i denari neocreati alla popolazione, NON a prelevarli.

Ed i premi ai loro Dirigendi andrebbero elargiti NON in base ai prelievi ottenuti, ma in base al miglioramento dell’economia sul territorio dovuto ad un’adeguata DISTRIBUZIONE del denaro con il raggiungimento dell’EUFLAZIONE locale.

L’EUFLAZIONE infatti và verificata sul territorio, e lì và rogolamentata; non secondo regole centralizzate nazionali e tanto meno europee, ma locali. Ed a ciò devono servire Equitalia ed Agenzia Entrate sul territorio.

Non entro qui nel merito delle cartelle ad usura o criptiche di Equitalia, che sono un capitolo a parte di pertinenza penale, ma sul fatto che i denari nella situazione attuale non vanno prelevati per nulla.

Antonio Miclavez
22.04.2012

Le tasse all’incontrario
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