Chi come me ha subito un parto cesareo sa quale ferita questa operazione possa lasciare nel fisico ma, soprattutto, nel cuore e nell’anima.

Ci sono diversi percorsi che si possono intraprendere per sanarla ma il modo, a mio parere, migliore è quello di affrontare una seconda gravidanza con la volontà di partorire, questa volta, in modo naturale. Spesso le mamme come me si documentano molto dopo il cesareo (e questo molte volte non fa che aumentare il senso di colpa per quel che si è permesso anche nei confronti del proprio figlio) e scoprono che sì, è possibile partorire in modo naturale anche avendo subito un cesareo … almeno in teoria.

Gli ospedali in Italia che hanno il cosiddetto “Protocollo Vbac” (Vaginal birth after caesarean)  che quindi fanno tentare il travaglio di prova sono pochi e, in più, tra il dire e il fare molte volte c’è veramente di mezzo un mare di preconcetti anche da parte del personale medico che, di fatto, finiscono per impedire l’agognato parto naturale.

Una delle alternative che si hanno è quella di rivolgersi ad ostetriche libere professioniste per partorire in casa. Questa scelta aiuta anche nell’affrontare il precedente parto, poter esser sostenute e capite da professioniste serie è una vera “manna dal cielo”; se si sente di potersi fidare di loro si parte per un viaggio in sé stesse che ci farà scoprire forti e competenti, proprio quello che il cesareo ci aveva tolto.

Ora questo comunicato della Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche lascia veramente basita una donna come me che sa quel che ha passato e che preferirebbe partorire da sola piuttosto che rischiare un secondo taglio.

Non lo dico per quel che riguarda la struttura ospedaliera in cui mi sono trovata che è stata forse la migliore che potessi sognare vista la situazione: ostetrica con me in sala operatoria che mi ha posato Mario sul petto subito dopo averlo “tirato fuori”, mio figlio pelle a pelle attaccato subito al seno mentre ancora  mi “ricucivano”, medici rispettosi che parlavano a bassa voce e con me (invece di raccontarsi i cavoli loro come spesso accade), rooming-in 24h vero con puericultrici ed ostetriche fantastiche, ma, nonostante questo, il senso di “incapacità”, di “inadeguatezza” rimane e fa male, molto male.

Di seguito trovate i link dei vari documenti, delle lettere aperte delle ostetriche e nell’ultimo troverete anche la petizione on-line da firmare e la lettera che ogni donna, prima che madre, dovrebbe inviare al Collegio delle Ostetriche perché venga rispettato il nostro diritto (peraltro sancito dalla nostra Costituzione per la quale nessun trattamento sanitario può essere obbligato Art. 32) a scegliere come partorire.

 

Comunicato della Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche

 

L’importante è esserci

 

Verena Schmid: con il cuore e con la scienza dalla parte delle donne

 

Rispondiamo alla FNCO che si schiera contro il diritto delle donne alla libera scelta

 

 

La Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche contro l’Hbac! E noi donne????

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