Sto leggendo il libro di Marcello Bernardi “Educazione e Libertà”; bello, bello e ancora bello; assolutamente da leggere se si è genitori e si crede di esser educatori.

Il capitolo riguardante la censura mi ha particolrmente colpita perché ho sempre vissuto con malessere l’imposizione di non far circolare idee, mail o comunicati in genere che fossero di semplice critica o di aperto dissenso. Le presunte giustificazioni non mi hanno mai convinta ed ora leggendo questo libro mi sento più “normale” :); per questo condivido con voi alcuni brani.

“Perché la censura possa essere attuata occorrono due condizioni, necessarie e sufficienti: che una persona sia capace di stabilire che un determinato messaggio è nocivo, o creda di esserne capace, e che questa persona abbia il potere di impedire la nascita o la trasmissione del messaggio”

“Un’analisi anche modesta dei modi di agire del censore porterebbe a pensare che il disturbo fondamentale di cui egli soffre sia la paura. Paura soprattutto della libertà, propria e altrui.L’idea di non essere perennemente governato e guidato, in tutte le sue azioni e in tutte le circostanze, da una Legge superiore e sovraumana, e ancor più l’idea che chiunque altro possa sottrarsi a questa Legge, mobilita in lui angosciosi terrori. Egli è perseguitato da incubi sconvolgenti, da previsioni apocalittiche di rovina, di caos, di disgregazione delle civili istituzioni, di devastazioni, di disordine, di disfacimento del consorzio umano”

“Il linguaggio del censore è pieno zeppo di locuzioni come “difesa dei valori””

la sua grande paura “che un qualsiasi mutamento della condizione umana possa annientare, o anche solo affievolire, i rapporti di potere che per lui sono gli unici concepibili”

“In realtà si direbbe che il censore non si preoccupa per i problemi etici, quanto per la consevazione del potere che di quei problemi etici si vale come strumenti”

“Il metodo più semplice, più diretto e più rozzo per difendere una qualsiasi forma di dominio è quello di vietare la propagazione delle ideologie diverse da quella dominante. Chi la pensa in altro modo diventa automaticamente un eretico, un disfattista, un nemico del popolo, un sovvertitore”

“Chiunque rifiuti o metta in forse questa impostazione è in errore e il suo pensiero consuce alla perdizione. Ne consegue che il pensiero del dissenziente va sottoposto a censura affinché non corrompa altre persone”

La censura camuffata

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