Qualche giorno fa ho iniziato a seguire il percorso per diventare Consulente della Scuola del Portare. Volutamente parlo di percorso e non di corso perché questi giorni sono stati principalmente un cammino dentro di me, dentro di me come mamma e poi via-via più in fondo, come figlia e ancora più in fondo come donna.

Nelle danze eseguite, nelle foto osservate ho percepito di nuovo l’essere femminile che è in me; danze di donne che, ad occhi chiusi o semichiusi, si muovono seguendo il loro istinto, immagini di mamme di altri tempi e di altri luoghi che portano i loro bambini. La stessa sensazione l’ho provata in gravidanza, quel senso di appartenenza alla natura generatrice che ha molto di istintivo e poco di razionale.

Essere una Consulente del Portare significa per me innanzitutto aiutare la mamma a risvegliare l'”eterno femminino”, quel particolare “sentire” che ti fa percepire come giusto portare tuo figlio condividendo con lui la vita, gli odori, i suoni, il battito dei cuori, i respiri. I supporti e le consulenze saranno i modi per “praticare” questa genitorialità.

Ringrazio Antonella Gennatiempo per aver seguito il proprio istinto ed aver fatto nascere la Scuola del Portare, Manuela Tomassetti che con la sua gaiezza ci ha guidate nell’arte delle legature e tutte le mie colleghe con le quali in questi tre giorni ho condiviso tanto.

 

Io consulente della Scuola del Portare

3 pensieri su “Io consulente della Scuola del Portare

  • 7 dicembre 2012 alle 17:19
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    L'esperienza della formazione risveglia cose che ci appartengono, che sono sempre state parte del nostro essere donne, e crea la comunictà, la rete, il sostegno, che stanno alla base del contatto inteso a tutto tondo! Contatto con se stesse, contatto con il proprio corpo, contatto con i propri figli, contatto con le emozioni e con gli altri! Grazie Alessia Rossetti per averlo detto così bene!

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  • 12 dicembre 2012 alle 08:33
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    Sei riuscita ad esprimerlo benissimo Alessia!

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