Una premessa necessaria

Prima di parlare di Indicazioni Nazionali per il curricolo e di homeschooling, voglio specificare che sto condividendo le mie riflessioni; parlo, come sempre, per me e per la mia famiglia.

Nessuno degli scritti che trovate in questo blog è da intendersi come indicazione di metodo.

Se volete utilizzare il materiale che stiamo condividendo potete naturalmente farlo, chiedo solo di riconoscercene la maternità mettendo il link a questo articolo.

Il nostro lavoro può esser condiviso liberamente da tutte le famiglie che lo desiderano.

Le associazioni e/o professionisti che da esso potrebbero avere un ricavo, anche solo in termine di immagine, sono pregati di utilizzarlo solo dopo autorizzazione e citandoci naturalmente come fonte. 

Siamo contrari al Copyright, questo non significa che non riconosciamo l’importanza del lavoro nostro e altrui.

Cosa sono le Indicazioni Nazionali per il curricolo?

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Le “Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo di Istruzione” sono, attualmente, il testo normativo di riferimento unico per tutte le scuole italiane, sostituiscono quelli che una volta venivano definiti “Programmi”. Sono entrate in vigore con il D.M. 254 del 16 novembre 2012 (G.U. n.30 del 05 febbraio 2013).

Perché ci siamo interessati alle Indicazioni Nazionali:

Riteniamo, come famiglia, che non sia l’esame di idoneità lo strumento adatto a verificare la tutela del diritto all’istruzione dei nostri figli (come parrebbe invece credere il legislatore vedi Art 23 del D.Lgs 62 del 13 aprile 2017).

Non crediamo che la valutazione e l’approccio propri della scuola possano essere i più adatti ai bambini hs (nonostante non siamo contrari alla scuola come abbiamo avuto modo di raccontare  qui )

Resta il fatto che un certo tipo di controllo da parte dello Stato ci debba essere e che questo controllo sia più facile che passi tramite l’istituzione scolastica che utilizza i suoi metodi.

Quindi, dovendo trovare un “luogo”  in cui incontrasi, abbiamo trovato che questo potesse esser rappresentato dalle Indicazioni nazionali.

In fondo, la scuola e noi genitori condividiamo gran parte delle premesse di questo documento programmatico, è sugli strumenti operativi che non ci troviamo.

Indicazioni Nazionali e homeschooling

Leggendo di qua e di là, mi sono resa conto che molte famiglie hs hanno preso i programmi delle scuole e li hanno semplicemente replicati a casa.

Se questa è una delle modalità possibili per fare istruzione parentale, non la riconosco come rispettosa della nostra visione dell’homeschooling e così son tornata alle Indicazioni che sono la base anche dei programmi scolastici.

Leggere le Indicazioni Nazionali per chi, come me, non è del mestiere (insegnante, ds ecc…) significa perdersi in una serie di termini tecnici spesso non comprensibili; d’altro canto leggere i programmi scolastici significa trovarsi davanti una serie di attività che sembrano non replicabili nella quotidianità di una famiglia.

Tradurre le Indicazioni Nazionali

In aiuto mi è venuta la mia amica Angelica di Imparare Giocando, insegnante e mamma homeschooler che ha fatto il lavorone di  “traduzione”, a lei va tutto il mio ringraziamento per aver reso possibile questo primo approfondimento.

L’intento è quello di constatare che la gran parte di ciò che i nostri figli apprendono liberamente è già dentro gli obiettivi minimi; per il resto ci si può organizzare senza troppe difficoltà.

Allo stesso tempo questo lavoro permette a tutti quei genitori che, come me, si sentono più sicuri ed efficaci nell’avere un minimo di traccia, di avere una griglia alla quale riferirsi.

Volutamente non abbiamo inserito step annuali per non ricadere nei programmi standardizzati, il documento parla chiaro: il bambino dovrebbe raggiungere questi obiettivi entro tot anni quindi ci sarà chi acquisirà maggiori competenze in un’area a sei anni, chi a sette, chi a otto.

Non sono “programmi” pronti perché non vogliamo sostituirci ai genitori offrendo servizi, ma agevolare lo studio, l’approfondimento e, di conseguenza, il senso di autoefficacia.

Fare rete e gruppi di lavoro

Come vedrete, per ora Angelica ed io  ci siamo occupate degli obiettivi di apprendimento al termine della terza primaria, ma è solo l’inizio.

Il lavoro che stiamo facendo è molto complesso, non riguarda solo la parte didattica e sta coinvolgendo altri genitori, insegnanti e professionisti.

Se hai delle proposte e sei interessato a far parte attivamente dei gruppi di lavoro che stanno già iniziando i loro approfondimenti, può scrivermi sul blog o sulla pagina fb.

Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria

Italiano

Matematica

Geografia

Scienze

Inglese

Storia

Questi sono invece gli obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta per

Musica, Arte e immagine, Educazione fisica, Tecnologia

 

 

Homeschooling e Indicazioni Nazionali per il curricolo

3 pensieri su “Homeschooling e Indicazioni Nazionali per il curricolo

  • 17 luglio 2018 alle 05:26
    Permalink

    Grazie Alessia per questa traduzione preziosa.
    Le indicazioni ministeriali a parer mio calzano a pennello con l’istruzione parentale, resta l’ingombrante problema dell’esame e delle maestre che spesso sono sorde e vanno di pari passo con il libro di testo e quindi con un programma anche se non esiste più.
    Nella mia esperienza con Leonardo vedo che funziona il fare quello che ci piace e tenere le tracce di quello che a scuola faremmo, lui si sente più tranquillo( è un bimbo molto disciplinato e a volte anche troppo responsabile, è carattere) .
    Una sorta di via di mezzo sbilanciata insomma.
    Pensando alla mia seconda bimba questo approccio non potrebbe funzionare affatto e quindi mi appellerò alle indicazioni ministeriali con tutta la mia voce.

    Rispondi
    • 22 luglio 2018 alle 14:40
      Permalink

      Ciao Chiara. Come dici tu il problema è nello strumento “esame” che, se aveva un senso inteso come idoneità alla classe in cui si desiderava far rientrare il bambino, non ha significato per chi ha scelto di continuare con l’istruzione parentale.
      La mia personale visione è che vi sia (ancora) una poca conoscenza da parte di molti ds e insegnanti del nostro percorso e che per questo tendano ad utilizzare i loro strumenti.

      Rispondi
  • Pingback:Esame di idoneità: tra ordinanze e decreti legislativi | L'Apprendimento in Famiglia

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