Mi fa sempre sorridere quando sento che per fare il genitore bisogna andare a “scuola” dagli esperti. Secondo me invece di tante (troppe!!!) parole ci vorrebbe il silenzio per ascoltare sé stessi e osservare il proprio bambino.
La cosa che trovo sconcertante è vedere il poco interesse che c’è da parte dei genitori per i loro piccoli. I figli vengono parcheggiati in palestra o a tutti i corsi possibili ed immaginabili fin da piccolini, lasciati a scuola senza neanche prendere qualche informazione sulle maestre che li seguiranno; sono pochissimi i genitori che giocano ancora con i loro bambini, addirittura, mi racconatava un’amica, non si presentano agli incotnri dei corsi preparto (e questo la dice lunga!!!).
Ci sono bambini che vengono mandati al nido da piccolini senza che sia necessario perché così “socializzano” ed imparano da quelli più grandi (come se il genitore non fosse in grado di insegnargli a mangiare con la forchettina quando è tempo).
Poi, gli stessi genitori, vanno a seguire incontri in cui arriva il pedagogo o lo psicologo di turno e gli spiega in tre ore le istruzioni per l’uso; ma vogliamo tornare ad osservare i nostri figli!!!!!
Non siamo bisognosi di esperti per fare i bravi genitori ma per essere noi stessi persone equilibrate; solo una persona equilibrata sarà un genitore equilibrato.
Forse la faccio troppo semplice, o forse è più semplice di come ce la descrivono, in ambedue i casi credo nel lavoro personale che si rispecchia in ogni aspetto della nostra vita e, ancor di più, credo che la condivisione delle esperienze di vita sia la strada da percorrere per essere genitori un po’ meno soli e quindi più sereni. Per carità riconosco che siano necessarie determinate figure in casi particolari (di difficoltà del bambino o del nucleo famigliare) ma in “appoggio” al genitore, possibilmente a “tu per tu” e non in cattedra.
Credo sia importante una figura professionale che aiuti i genitori a mettere insieme i pezzi del puzzle formato dalle miriadi di informazioni che ci arrivano oggi anche tramite internet ma sedermi ad ascoltare qualcuno che mi spiega quali “strategie” utilizzare con mio figlio o perché mio figlio si comporta in un determinato modo non lo trovo utile.
L’unico corso che ho seguito sulla genitorialità (tenuto dalla dott.ssa Emanuela Moscatelli) mi ha fatto lavorare su me stessa e, probabilmente, se mi è rimasto dentro è proprio per questo.
Più vado avanti con la mia vita di mamma e più mi convinco dell’importanza di riconoscerci competenti, la natura stessa ci aiuta in questo, l’istinto (se ascoltato) ci aiuta in questo; anche in caso di problemi ce ne rendiamo conto se prestiamo attenzione ai nostri figli e alla nostra famiglia e siamo perfettamente in grado di chiedere aiuto.

Andare a scuola per diventare “bravi genitori”?

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