Qualche anno fa, in seguito ad una mia mail inviata all’ Ibfan e al consiglio dato alla giornalista Elisa Murgese da parte della consulente ibclc Laura Cocchetti, fui contattata per una intervista sulle criticità che avevo incontrato in avvio di allattamento con il mio secondo figlio.

Allattamento misto

Per problemi occorsi durante il cesareo, nonostante avessi iniziato comunque ad attaccare il mio bambino,  fummo dimessi con l’indicazione della pediatra di proseguire con allattamento misto, ci venne consegnato un foglio e andammo via.

Il foglio era questo:

Nido e Pediatria non si incontrano mai?

La prima cosa che mi venne in mente fu la differenza sostanziale di approccio tra il personale del reparto di ostetricia e quello di pediatria.

Nel primo caso, sia il personale del nido che le ostetriche erano stati sempre presenti e attenti alle mie richieste, condividendo e personalizzando ogni decisione, a partire da quella di dare l’aggiunta e di come darla (siringa).

Alla dimissione in pediatria mi era stato consegnata una fotocopia dal titolo “Allattamento artificiale” con prescrizioni standard e la figura di un bebè con un bel biberon accanto.

Ora, mi sarei aspettata, soprattutto nel caso di misto, un foglio che aiutasse la mamma a togliere l’artificiale in favore del seno; invece che si esca con allattamento misto o artificiale le prescrizioni sono le stesse:

60ml per 6 volte al giorno

Nessun accenno al fatto che si debba dare prima o dopo aver attaccato al seno il bambino

Una quantità che aumenta col trascorrere delle settimane quando, a rigor di logica, se si vuol favorire l’allattamento al seno dovrebbe diminuire

Ma, la cosa grave che solo dopo aver incontrato la mia consulente ibclc ho saputo, è che le istruzioni date su come prepararlo non erano corrette.

Ricostituzione del formulato

Come potete leggere, secondo il volantino consegnatomi l’acqua andrebbe preriscaldata a 36-37°C.

In realtà, come ben specificato sul Sito della Regione Lombardia nel pdf informativo Ricostruire in sicurezza il latte artificiale in polvere, l’acqua che occorre per la preparazione del latte formulato in plovere, andrebbe fatta bollire e poi lasciata raffreddare per non più di 30 minuti senza che scenda sotto i 70°C.

Perché è così grave questo errore

Il latte formulato in polvere NON è sterile.

“Il latte in polvere non è mai sterile. Può contenere Salmonella enterica e Cronobacter sakazakii, precedentemente noto come Enterobacter sakazakii, batteri che, soprattutto in lattanti con meno di due mesi di vita o prematuri, possono provocare infezioni invasive come salmonellosi, enterocolite necrotizzante, meningite e sepsi [1,2]. I germi presenti nel latte in polvere non si moltiplicano finché il latte rimane nella forma disidratata, mentre una volta che questo sia ricostituito con acqua si replicano velocemente, a meno che il latte non sia mantenuto a una temperatura inferiore ai 5°C o che l’acqua utilizzata abbia una temperatura ≥70°C. …”

Trovate la pubblicazione completa qui

Questo è un articolo interessante di Uppa in cui si legge “Si può però eliminare la maggior parte dei batteri scaldando l’acqua per la ricostituzione del prodotto alla temperatura di almeno 70°C. Il latte così preparato deve essere poi raffreddato rapidamente per evitare che i batteri residui si moltiplichino, e questo può avvenire quando il latte ha una temperatura compresa tra 7 e 65°C. Più a lungo il latte si trova a questa temperatura, maggiore è il rischio di aumentarne la carica batterica e quindi il rischio che il bambino possa contrarre un’infezione. …”

Latte di formula: liquido o in polvere?

Per mia fortuna avevo avuto accanto una consulente ibclc che mi aveva spiegato bene come comportarmi.

Tuttavia trovando veramente inconcepibile che un ospedale desse informazioni scorrette e pericolose, sotto suo consiglio, inviai la segnalazione ad Ibfan Italia.

Questo è il link con la mia testimonianza al Fatto Quotidiano in cui questo aspetto non è stato evidenziato ma che dà comunque una buona visione di insieme sulle criticità che viviamo in Italia per quel che riguarda la commercializzazione del formulato.

Questo è il pdf del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.

Allattamento misto: istruzioni pericolose

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