Molte mamme si avvicinano alla pratica del Portare per poter “fare”; per avere le mani libere di “fare cose”, pulire, andare, prendere. E’ sicuramente utile avere il bebè con sé senza che ciò intralci le nostre azioni. Questo lo si capisce soprattutto da quando il/la bambino/a può esser spostato/a sulla schiena perché l'”ingombro” a quel punto è veramente nullo.

Molte mamme chiedono sempre più spesso strumenti e legature facili e veloci da utilizzare.

Tutte queste richieste sono importanti ma riguardano noi mamme, siamo noi mamme al centro, i bisogni ascoltati sono i nostri.

Probabilmente veniamo da una dimensione pre-parto che riguardava solo noi, il nostro lavoro, le nostre idee, i nostri desideri, i nostri spazi, la nostra gestione dei tempi e non è facile, nonostante l’istinto, cambiar rotta.

Ma la rotta va cambiata perché al centro dell’universo del Portare non c’è la mamma o, meglio, non solo la mamma ma anche e soprattutto il bebè. E’ per lui/lei che acquistiamo uno strumento portante, è per agevolare il passaggio dal mondo uterino a quello extrauterino che scegliamo di portarlo/a. La pratica del Portare ci aiuta a sentirci capaci come madri, ad agevolare la scoperta e l’ascolto dei bisogni del nostro bebè.

E’ importante che ogni scelta, a partire da quella che riguarda lo strumento da utilizzare, sia fatta sulla base dell’osservazione di noi e del nostro cucciolo; abbiamo imparato a fare tante cose possiamo imparare anche a legare una fascia di tessuto, non ripieghiamo su strumenti meno contenitivi solo per ascoltare la nostra voglia di fare in fretta, per poter fare altro. Seguiamo il nostro istinto, soprattutto quando ci chiede di “rallentare”; non è più il tempo di fare cento cose pretendendo anche di farle bene; il tempo della gravidanza come attesa, la nascita del proprio figlio come risveglio della Madre, sono tempi che vanno vissuti nel profondo, partecipati attivamente nella calma, nel silenzio interiore, nella tenerezza.

In questa calma, in questa tenerezza infinita si sceglie di avvolgere sé stesse e il proprio tesoro con una fascia; principalmente non per “fare cose” ma per condividere respiri, battito di cuori, odori, carezze, baci.

Quando scegliamo di portare nostro/a figlio/a cerchiamo di assaporare ogni attimo!

Qualche giorno fa in uno scambio sul gruppo Facebook della Scuola del Portare la nostra Manuela ci ha parlato  del rispetto del rituale; ecco mamme portatrici, soprattutto di bimbi piccoli, cerchiamo di riappropriarci del tempo, bene prezioso, per assaporare il rituale.

Al centro della fascia mettiamo il rituale

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