Dopo l’articolo I genitori non vogliono belare-arrivano gli assistenti sociali continuo con la “Storia Infinita” dell’accanimento nei confronti dei Genitori NoTav.

In fondo a quell’articolo avevo messo il link che riguardava la Sig.ra Angela Lano che si sarebbe dovuta presentare all’assistente sociale per spiegare i motivi per cui suo figlio minorenne si trovava a distribuire volantini No Tav durante una manifestazione, il 28 settembre a Susa.

Di seguito vi copio il racconto fatto da Angela Lano di quel colloquio; non credo occorrano commenti … …

“Ciao a tutti,
sono appena tornata dal colloquio con l’assistente sociale, Paola Bertolini, ad Avigliana.
Fuori dall’edificio di piazza Conte Rosso era presente una troupe di Rai3 (trasmissione Agorà), a cui ho rilasciato una lunga intervista, evidenziando il carattere politico di tale situazione. Andrà in onda una pillola di tutto ciò che ho detto. Speriamo in bene, anche qui. Peggio che le manipolazioni di Ponte, tuttavia, non credo siano possibili.

Il colloquio è stato positivo e gradevole, e mi è stato chiesto di parlare della mia famiglia, di mio figlio Francesco, dei progetti, della scuola, del mio lavoro, ecc. Elementi di vita personale per capire il contesto ambientale e familiare.

Non ho potuto avere copia né del verbale dei carabinieri, che identificarono i ragazzi presenti al volantinaggio di fronte alla banca Sanpaolo di Susa né la relazione della Procura.
Ma ho preso appunti mentre l’assistente sociale leggeva. 

Eccone la sintesi.

La Procura della Repubblica presso il TdM ha fatto richiesta scritta al CONISA di relazione sociale sui minori coinvolti nel volantinaggio di Susa. Il pm scrivente è Valentina Sellaroli.
Usualmente, le Forze dell’Ordine presentano segnalazione in Procura per i casi di minorenni, e la Procura incarica i Servizi sociali, quando 1) c’è ipotesi di pregiudizio o 2) ipotesi di reato.

In questo caso non sono presenti né l’una né l’altra ipotesi. Non rientra, cioè, nella fattispecie usuale, ma nell’ambito della straordinarietà.

Nella relazione dei CC alla Procura, infatti, non si evidenziano reati di nessun tipo.

I CC che hanno identificato il gruppo di ragazzi hanno scritto nel rapporto che questi stavano volantinando in vista del corteo del 5 ottobre, e che “durante l’estemporaneo presidio non sono stati provocati danni né interruzione dei servizi” e che i giovani “si sono dispersi autonomamente”. Il rapporto afferma che l’azione messa in atto rientra nelle strategie del movimento No Tav di colpire i soggetti interessati alla realizzazione dell’Alta Velocità.

Dunque, niente violenze o altri reati.

Ci si domanda allora quale motivazione abbia avuto la Pm, una volta letta la relazione dei CC, per mandare avanti il “caso” coinvolgendo i SS.

L’unica ipotesi plausibile che viene in mente è quella “preventiva”: verificare, attraverso accertamenti, se tra i ragazzi del volantinaggio ci siano elementi ambientali, familiari, personali di devianza tali da portare, in futuro, a atti illeciti o criminali. Quindi si tratta di prevenzione su ipotesi, su illazioni, di potenziali devianze, illegalità o altro.
Siamo nel campo del futuribile, della fantapolitica. Siamo alla Minority Report, tanto per citare un altro film… Solo che lì c’erano reati in potenza. Qui siamo di fronte a ragazzi con spinte ideali, sociali e politiche tendenti alla costruzione di un mondo più giusto, sano, e non certo di fronte a criminali potenziali.

Si tratta, in definitiva, di una decisione politica, avulsa da fatti concreti e contesti di illegalità, e come tale va presa.

L’assistente sociale era, come me e tanti di noi, perplessa sull’articolo del citato Meo Ponte, nel cui titolo e occhiello emette già una sentenza, come se i servizi sociali ci avessero già sentiti (per trasmissione telepatica) e avessero confermato che si è in presenza di una “trasmissione di illegalità” ai nostri figli. Il giornalista ha estrapolato una frase di Piero Genovese, manipolandola e dandole un significato affermativo e non ipotetico. Anche le dichiarazioni del TdM – “A noi preme soprattutto la salvaguardia dei ragazzi” – diventa nel titolo: “Non portateli più ai cortei”. Ma nessuno di noi s’è sentito fare una simile richiesta né da Baldelli né da altri. 
Dunque, il professionista della comunicazione s’inventa il contenuto della comunicazione stessa.
A mio parere di giornalista, qui si viola la deontologia professionale e la continenza formale (attraverso accostamenti suggestionanti e insinuazioni).
Come madre e cittadina mi sento lesa, in quanto indirettamente accusata di trasmettere l’illegalità ai miei figli”.
Angela Lano

Il figlio minorenne volantina e la mamma No Tav viene convocata dai Servizi Sociali

Un pensiero su “Il figlio minorenne volantina e la mamma No Tav viene convocata dai Servizi Sociali

  • 28 novembre 2012 alle 09:31
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    "Siamo nel campo del futuribile, della fantapolitica. Siamo alla Minority Report, tanto per citare un altro film… Solo che lì c’erano reati in potenza." Cit – Proprio così, aggiungo io 🙁

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